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Maternidad: ¿qué estás dispuesta a hacer?

Maternidad: ¿qué estás dispuesta a hacer?

Por Eleonora Schina, Italia

En el artículo anterior mencioné los tratamientos de fertilización asistida a los que me sometí. Sin entrar en los méritos de lo que está o no está bien, me gustaría explorar este tema contigo. ¡Obviamente el que traeré es exclusivamente mi experiencia!
La pregunta es: ¿hasta qué punto estamos dispuestos a llegar para ser madres?

Hay dos métodos específicos para implementar la asistencia de fertilidad:

– la fertilización in vivo, o directamente en el cuerpo de la mujer, como ocurre en la inseminación intrauterina, que permite la introducción de espermatozoides en la cavidad uterina para facilitar el encuentro con el óvulo;

– Fertilización in vitro, en resumen FIV (fertilización in vitro y transferencia de embriones), o fuera del cuerpo de la mujer, que implica la fertilización del óvulo por espermatozoides dentro de un tubo de ensayo. Este método también se utiliza en ICSI (inyección intracitoplásmica de espermatozoides), una técnica que permite la inserción de un espermatozoide directamente en el óvulo.

Es solo una pequeña y sintética paronámica de lo que concierne a la fertilización asistida. En la WEB puede encontrar más información y, para quienes la necesiten, estoy dispuesto a proporcionar mi experiencia, pero repito que es solo MI EXPERIENCIA PERSONAL.

Lo que quiero abordar con este artículo es el aspecto emocional y arrojar luz sobre ese impulso muy fuerte de la maternidad que nos llevó a mí y a otras mujeres a tomar este camino. Como habrás comprendido, es muy invasivo y, aunque la parte más común a nivel físico es el útero, ¡el corazón lleva consigo sus sufrimientos! Me sentí muy cansada y triste en ese momento, llena de expectativas y temores. El temor  sobre la posibilidad de que todo lo hecho no conduzca al resultado deseado, siempre está al acecho.

También tienes una sensación de inquietud en tu corazón, porque comprendes que un proceso natural se está volviendo completamente antinatural. Incluso el simple hecho de hacer el amor con tu pareja pierde el sentido (además del hecho de que en el período de estimulación debes mantener la abstinencia). Solo quieres procrear y estás listo para cualquier cosa que haga realidad ese deseo. No piensas en otra cosa, solo te conviertes en madre y te aseguro que el cuerpo tiene mil señales para decir: “¡Basta, por favor, detente!”.

La dosis hormonal en algunos casos es tan alta que experimenta desequilibrios emocionales muy intensos. Incluso si tu pareja está presente o si  puedes contar con un pago adicional por el apoyo de especialistas, es difícil entender la tormenta que se está moviendo hacia adentro.

Foto: shutterstock

¿Vale la pena todo esto? ¿Para qué lo haces? Es una pregunta que se debe hacer incluso antes de comenzar el viaje, pero nadie te pide nada. Las respuestas que he dado son:
• para completar una parte de nosotros que falta
• sentir realmente como mujeres
• para el condicionamiento social
• por mil razones
• Ser fértil no solo significa ser un niño biológico, sino descubrir que tu fertilidad está en 360 ° y te permite conectarte con ese poder creativo que vive dentro de ti. Una mujer debe entender este aspecto de sí misma incluso antes de querer procrear a un niño.

Después de sufrir mucho por la incomodidad física y emocional, pero también por la decepción de no haber podido obtener los resultados, me di cuenta de que tenía que mirar más profundamente en mí misma. Descubrí que la creatividad, al igual que la intuición, son cualidades innatas en las mujeres y les pedí solo a mi capacidad de sostenerme. Regresé al juego, traté de entender cuál era el significado de la palabra “Maternidad” para mí y respondí que ser madre no es una misión de vida, pero que ya era una madre en mi forma de hacer, de apoyar a las mujeres. Que vengan a mí, a cuidarme. No teniendo hijos ya era MADRE DE MI VIDA !!

Transformé lo que aparentemente era un problema en una oportunidad y se me abrieron caminos interminables. Cada día, a cada momento, nace algo de mi regazo que me satisface y me completa. El cuerpo es una máquina perfecta y sabe lo que es correcto para sí mismo. Elegí respetarlo y disfrutar de las maravillas que puedo dar a luz.

 

Eleonora Schina

+39 3923054089

laculla.demetra@gmail.com

Idioma original:

Maternità: cosa sei disposta a fare?

 

Nel precendete articolo ho accennato ai trattamenti di fecondazione assistita ai quali mi sono sottoposta. Senza entrare nel merito di cosa sia o non sia giusto, vorrei approfondire con voi questo tema. Ovviamente quella che porterò è esclusivamente la mia esperienza!

La Domanda è: fino a che punto siamo disposte ad arrivare per diventare madri?

 

Le modalità di attuazione della Fecondazione assisitita nello specifico sono due:

 

– la fecondazione in vivo, ovvero direttamente nel corpo della donna, come avviene nell’inseminazione intrauterina, che consente di introdurre gli spermatozoi nella cavità uterina per facilitare l’incontro con l’ovulo;

 

– la fecondazione in vitro, in breve FIVET (fertilizzazione in vitro ed embryo transfer), ovvero al di fuori del corpo della donna, che prevede la fecondazione dell’ovulo da parte degli spermatozoi all’interno di una provetta. Questa metodica è utilizzata anche nell’ICSI (Intracytoplasmic sperm injection), una tecnica che consente l’inserimento di uno spermatozoo direttamente nell’ovulo.

 

Ovviamente prima di poter far tutto cio si attua una procedura di stimolazione ormonale per far si che la donna possa aumentare la produzione di follicoli maturi da parte delle ovaie.

 

E’ solo una piccola e sintetica paronamica di ciò che riguarda la fecondazione assistita. Sul WEB si possono trovare maggiori informazioni e, per chi dovesse aver bisogno, sono disposta a fornire la mia esperienza, ma ripeto è solo la MIA PERSONALE ESPERIENZA!.

 

Ciò che mi preme affrontare con questo articolo è il risvolto emotivo e fare luce su quell’impulso fortissimo di maternità che ha spinto me ed altre donne ad intraprendere questo percorso. Come avrete potuto comprendere è molto invasiva e, sebbene la parte maggiormente coivolta a livello fisico sia il grembo, il cuore porta con se le sue sofferenze! Mi sentivo molto stanca e triste in quel momento, piena di aspettative e di paure. Il timore che tutto quello a cui ti sai sottoponendo possa non portare al risultato desiderato è sempre in agguato.

 

Nel cuore hai anche un senso di disagio, perchè comprendi che un processo naturale sta diventando del tutto innaturale. Anche il semplice fatto di fare l’amore con il tuo compagno perde il senso (oltre al fatto che nel periodo della stimolazione devi mantenere astinenza). Tu vuoi solo procreare e sei pronta a tutto per realizzare quel desiderio. Non pensi ad altro, solo a diventare mamma e vi assicuro che il corpo da mille segnali per dire: “Basta, ti prego fermati!”.

 

Il dosaggio ormonale in alcuni casi è talmente alto che vivi di squilibri emotivi molto intensi. Seppur il tuo compagno sia presente e puoi contare, con un pagamento aggiuntivo, sul sostegno di  specialisti, è difficile esser compresa per la tempesta che si sta muovendo dentro.

 

Tutto ciò ne vale la pena? Per cosa lo stai facendo? E’ una domanda che andrebbe fatta ancor prima di iniziare il percorso, ma che nessuno ti chiede niente. Le risposte che mi sono data sono:

  • per completare una parte di noi mancante
  • per sentirci veramente donne
  • per il condizionamento socialie
  • per mille motivi
  • Esser fertili non vuol dire solo esserlo di un figlio biologico, ma scoprire che la propria fertilità è a 360° e ti pemette di connetterti con quel potere creativo che vive dentro di te. Una donna dovrebbe comprendere questo aspetto di se ancor prima di voler procreare un bambino.

 

Dopo aver sofferto moltissimo sia per il disagio fisico ed emotivo, ma anche per la delusione di non esser riuscita ad ottenere i risultati, ho compreso che dovevo guardare più a fondo dentro di me. Ho scoperto che la creatività, come l’intuizione, sono doti innate nella donna e ho chiesto proprio a quelle mie capacità di sostenermi. Mi sono rimessa in gioco, ho cercato di capire quale era per me il significato della parola “Maternità” e mi sono risposta che esser madre non è una missione di vita, ma che ero già madre nel mio modo di fare, di sostenere le donne che si rivolgono a me, di occuparmi di me stessa. Non avendo figli ero già MADRE DELLA MIA VITA!!

 

Ho trasformato ciò che apparentemente era un problema, in un’opportunità ed si sono aperte infinite strade davanti a me. Ogni giorno, ogni momento, dal mio grembo nasce qualcosa che mi appaga e mi completa. Il corpo è una macchina perfetta e sa cosa è giusto per se stesso. Ho scelto di rispettarlo e di godere delle meraviglie a cui posso dar vita.

 

Eleonora Schina

+39 3923054089

laculla.demetra@gmail.com

 

Maternità: cosa sei disposta a fare?

 

Nel precendete articolo ho accennato ai trattamenti di fecondazione assistita ai quali mi sono sottoposta. Senza entrare nel merito di cosa sia o non sia giusto, vorrei approfondire con voi questo tema. Ovviamente quella che porterò è esclusivamente la mia esperienza!

La Domanda è: fino a che punto siamo disposte ad arrivare per diventare madri?

 

Le modalità di attuazione della Fecondazione assisitita nello specifico sono due:

 

– la fecondazione in vivo, ovvero direttamente nel corpo della donna, come avviene nell’inseminazione intrauterina, che consente di introdurre gli spermatozoi nella cavità uterina per facilitare l’incontro con l’ovulo;

 

– la fecondazione in vitro, in breve FIVET (fertilizzazione in vitro ed embryo transfer), ovvero al di fuori del corpo della donna, che prevede la fecondazione dell’ovulo da parte degli spermatozoi all’interno di una provetta. Questa metodica è utilizzata anche nell’ICSI (Intracytoplasmic sperm injection), una tecnica che consente l’inserimento di uno spermatozoo direttamente nell’ovulo.

 

Ovviamente prima di poter far tutto cio si attua una procedura di stimolazione ormonale per far si che la donna possa aumentare la produzione di follicoli maturi da parte delle ovaie.

 

E’ solo una piccola e sintetica paronamica di ciò che riguarda la fecondazione assistita. Sul WEB si possono trovare maggiori informazioni e, per chi dovesse aver bisogno, sono disposta a fornire la mia esperienza, ma ripeto è solo la MIA PERSONALE ESPERIENZA!.

 

Ciò che mi preme affrontare con questo articolo è il risvolto emotivo e fare luce su quell’impulso fortissimo di maternità che ha spinto me ed altre donne ad intraprendere questo percorso. Come avrete potuto comprendere è molto invasiva e, sebbene la parte maggiormente coivolta a livello fisico sia il grembo, il cuore porta con se le sue sofferenze! Mi sentivo molto stanca e triste in quel momento, piena di aspettative e di paure. Il timore che tutto quello a cui ti sai sottoponendo possa non portare al risultato desiderato è sempre in agguato.

 

Nel cuore hai anche un senso di disagio, perchè comprendi che un processo naturale sta diventando del tutto innaturale. Anche il semplice fatto di fare l’amore con il tuo compagno perde dil senso (oltre al fatto che nel periodo della stimolazione devi mantenere astinenza). Tu vuoi solo procreare e sei pronta a tutto per realizzare quel desiderio. Non pensi ad altro, solo a diventare mamma e vi assicuro che il corpo da mille segnali per dire: “Basta, ti prego fermati!”.

 

Il dosaggio ormonale in alcuni casi è talmente alto che vivi di squilibri emotivi molto intensi. Seppur il tuo compagno sia presente e pui contare, con un pagamento aggiuntivo, sul sostegno di  specialisti, è difficile esser compresa per la tempesta che si sta muovendo dentro.

 

Tutto ciò ne vale la pena? Per cosa lo stai facendo? E’ una domanda che andrebbe fatta ancor prima di iniziare il percorso, ma che nessuno ti chiede niente. Le risposte che mi sono data sono:

  • per completare una parte di noi mancante
  • per sentirci veramente donne
  • per il condizionamento socialie
  • per mille motivi

Esser fertili non vuol dire solo esserlo di un figlio biologico, ma scoprire che la propria fertilità è a 360° e ti pemette di connetterti con quel potere creativo che vive dentro di te. Una donna dovrebbe comprendere questo aspetto di se ancor prima di vole procreare un bambino.

 

Dopo aver sofferto moltissimo sia per il disagio fisico ede emotimo, ma anche per la delusione di non esser riuscita ad ottenere i risultati, ho compreso che dovevo guardare più a fondo dentro di me. Ho scoperto che la creatività, come l’intuizione, sono doti innate nella donna e ho chiesto proprio a quelle mie capacità di sostenermi. Mi sono rimessa in gioco, ho cercato di capire quale era per me il significato della parola “Maternità” e mi sono risposta che esser madre non è una missione di vita, ma che ero già madre nel mio modo di fare, di sostenere le donne che si rivolgono a me, di occuparmi di me stessa. Non avendo figli ero già MADRE DELLA MIA VITA!!

 

Ho trasformato ciò che apparentemente ciò che era un problema, in un’opportunità ed si sono aperte infiniti strade davanti a me. Ogni giorno, ogni momento, dal mio grembo nasce qualcosa che mi appaga e mi completa. Il corpo è una macchina perfetta e sa cosa è giusto per se stesso. Ho scelto di rispettarlo e di godere delle meravigli a cui posso dar vita.

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